Il trullo, chiamato anche casella nel dialetto di Alberobello, è una costruzione rustica tipica delle campagne pugliesi, interamente in pietra locale, dalla caratteristica copertura conica. Propriamente, la parola “trullo” si riferisce alla copertura di questi manufatti, ma poi, per sineddoche, ha finito per indicare tutta la costruzione.

Villetta Salentina

Foto del sig. G. D’Onofrio

I trulli sono la testimonianza di secoli di agricoltura pugliese, e sono i resti delle infrastrutture che per tanto tempo hanno sorretto e sospinto l’economia locale.

Le caratteristiche e le fasi costruttive

A costruire tali manufatti erano gli stessi contadini e, solo nelle zone economicamente più evolute (Valle d’Itria), si creò una sorta di artigianato professionale, i maestri murari o trullari, impiegati esclusivamente nel settore dell’edificazione dei trulli e di tutte le altre opere a secco.

Plastico con spaccato di un Trullo

La materia prima veniva reperita direttamente nel campo o da cave vicine, e la raccolta delle pietre, oltre alla costruzione del trullo stesso, serviva, anche e soprattutto, a rendere più facile la coltivazione del campo, che sarebbe risultata difficoltosa a causa della presenza di tanti sassi (di qui la definizione di Puglia pietrosa).

Il luogo di edificazione, generalmente, è quello meno favorevole per le colture o quello più alto, onde consentire una migliore vigilanza di tutta quanta la proprietà , soprattutto durante il periodo della raccolta.

La planimetria si traccia direttamente sul terreno e si comincia subito con lo scavo, che si arresta solo quando ci si trova dinanzi al banco roccioso che farà  da fondazione. Questo si ritrova, di solito, a non più di un metro di profondità .

Il trullo non ha una vera e propria fondazione. Essa è costituita dal banco di roccia affiorante, spianato con pietre solo grossolanamente stozzate, impastate ad una malta magra a base di calce e bolo (terra rossa) o calce e argilla.

Struttura interna di un trullo

Realizzate le fondazioni ed in mancanza di un disegno progettuale, l’esperienza del costruttore diviene fondamentale. In base alla planimetria ed alla maggiore o minore ampiezza degli ambienti, egli deve dimensionare i muri, che di solito sono molto spessi da 1 a 2,5 m ma anche 3 m negli esemplari più antichi.

Successivamente su tali muri, costruiti rigorosamente a secco, si continua con lo sviluppo della struttura costruendone la copertura. Essa è una copertura a forma di cono a base circolare costituita da due strati di chianche separate da uno strato di scarti ghiaiosi pulviscolari ricavati dalla lavorazione delle pietre stesse.

Schema strutturale

Analisi Dinamica strutturale

L’analisi svolta è un’analisi di tipo dinamica ai fini di indagare su quelle che sono le caratteristiche intrinseche di queste strutture così da interpretarne il comportamento strutturale al sisma.

Il modello analizzato è molto semplice ed è costituito da due macro volumi: il primo, vincolato alla base tramite degli incastri perfetti, è rappresentata da un cilindro di altezza pari a 2,5 m e di raggio 2 metri (a rappresentare le mura perimetrali del trullo) sul quale, con opportuni vincoli, viene posto un conoide con raggio alla base di 2 meri e alto 3 metri, generato dalla rotazione attorno all’asse z di un tratto di circonferenza di raggio 5 metri (a rappresentare la volta ad aggetto).

 

Da tale modello, con l’ausilio della versione e-time del programma agli elementi finiti Pro-Sap sono state esportate le tabelle seguenti:

Masse e quote
Modi di vibrare

Si riporta  a  titolo  dimostrativo  la  deformata unifilare (in rosso) del primo modo di vibrare ottenuta alla combinazione dei carichi 2 (CDC) con un periodo vibrazione di T=0.078 secondi.

Conclusione

Osservando dalle tabelle, le durate dei periodi di oscillazione naturale della struttura, si evidenzia come si sono ottenuti tempi di oscillazione molto brevi, facendo dunque riscontrare un comportamento strutturale molto rigido dovuto alla morfologia tozza della struttura. Grazie alle murature molto spesse che concentrano la maggior parte della massa nella parte bassa della struttura essa risulta avere delle buone caratteristiche strutturali in caso di sisma.

Dall’analisi dei risultati ottenuti dell’intero processo di generazione del modello, bisogna anche evidenziare delle problematiche legate al modello strutturale utilizzato per lo studio.

Di fatto esso considera la struttura come un continuo, mentre nel caso reale si tratta di elementi discreti che, durante una azione sismica, potrebbero essere soggetti a cambi di forma dovuti alle azioni trasversali e verticali di trazione generate dal sisma. Questi cambi di forma saranno causati proprio dell’assenza di materiale legante fra i diversi elementi che porta ad un iniziale compattamento e riassestamento della struttura.

Tutto ciò rende i risultati della nostra ricerca non totalmente esatti, restando comunque delle analisi di tipo qualitativo valide di queste strutture rurali.

Tratto dalla tesi triennale:

ANALISI DINAMICA DI UNA COSTRUZIONE RURALE: Caso studio di un “trullo” di Alberobello (BA)

Autore: Dott. Ing. Tommaso Loiscio

Presso: Politecnico di Torino

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