A cura di Massimiliano Russo

In un momento in cui si stima che nel 2050 la popolazione sarà di circa 10 miliardi di persone contro i 7 miliardi di oggi, con una richiesta di cibo che aumenterà del 70%, una grande quantità di risorse fondamentali, come cibo e acqua, diventeranno inevitabilmente scarse e costose. È proprio per ovviare a questo che una giovanissima start up fiorentina ha ideato la Jellyfish Barge, una serra modulare galleggiante per la coltivazione di ortaggi in grado di depurare l’acqua di mare attraverso energia solare, per poi riutilizzarla.

serra galleggiante Jellyfish riutilizzo e depurazione acqua, Credits:lanazione.it
lanazione.it

La base è costituita da una piattaforma ottagonale di legno di circa 70 metri quadri che galleggia su dei fusti di plastica riciclati sulla quale è posizionata una serra in vetro sorretta da una struttura in legno, circondata da 7 unità di dissalazione solare capaci di produrre fino a 150 litri di acqua al giorno.

Le innovazioni che usa la serra galleggiante sono principalmente due: un sistema idroponico di coltivazione delle piante interne, che si basa sulla possibilità di far crescere piante di ogni tipo senza l’uso della terra ma usando substrati alternativi come argilla espansa, lana di roccia o perlite arricchiti di sostante minerali nutrienti, che permettono una maggior resa nel minor tempo possibile andando a risparmiare il 70% di acqua rispetto alle colture tradizionali. Ancora più importante per il risparmio idrico è l’impianto di distillazione solare, grazie al quale l’acqua che giunge nella serra attraverso dei canali, viene fatta evaporare e questo vapore prodotto viene fatto ricondensare tramite appositi fusti, ottenendo acqua distillata. Questi sistemi inoltre non inquinano l’ambiente, permettendo di ridurre l’uso di pesticidi e erbicidi, e purificano l’aria aumentando il benessere fisico e psichico.

Non si è ancora parlato di costi di installazione, ma la Jellyfish Barge è stata ideata con dimensioni contenute proprio per poter rendere fattibile la sua costruzione anche in condizioni economiche precarie. È possibile ammirare la struttura all’interno e tutte le statistiche della serra come temperatura, umidità o pressione, a questo link.

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