Le ‘Domes’ più grandi d’Europa a Brindisi

Costruzioni in legno lamellare messe in opera per la copertura dei carbonili della centrale Federico II

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Le domes, termine inglese che noi traduciamo con cupoloni, sono due cupole, un’opera di “alta ingegneria“, come la definisce Enel, che risolverà una questione molto dibattuta nel territorio di Brindisi: la copertura dei carbonili della centrale Federico II.

Il progetto, assegnato a Rubner Holzbau, leader europeo nel settore delle costruzioni in legno lamellare dalle caratteristiche innovative o particolarmente sofisticate, consiste nella messa in opera delle cupole in legno più grandi d’Europa.

Il ruolo del gruppo altoatesino nel progetto è a raggio completo: comprende infatti la progettazione della parte strutturale, dell’intero pacchetto di copertura, delle scale, delle passerelle, del sistema di areazione naturale e dell’impianto elettrico.

L’azienda è impegnata con 30 montatori, 15 lattonieri e 3 coordinatori, per un cantiere caratterizzato dal coordinamento centralizzato del montaggio e da un elevato grado di prefabbricazione.

Le due strutture emisferiche hanno diametro esatto di 143 metri, altezza di 46 e 49 metri, per una superficie complessiva di 22.000 m2. Per ogni cupola sono impiegati 1.548 m3 di legno lamellare, 22.000 m2 di X-Lam e 192.000 kg di acciaio.

Ogni cupola presenta 5 assi principali che la delimitano in altrettanti settori uguali. Le travi principali sono ad asse rettilineo e formano una serie di triangoli piani. La giunzione delle travi principali è realizzata con una tipologia di nodo brevettata dallo studio di ingegneria di opere in legno “Holzingenieurbüro Lüning” di Doetinchem (Nl). Gli appoggi degli elementi in legno lamellare sulle strutture in cemento armato sono connessi con un anello di trazione in acciaio per limitare i carichi orizzontali sulle sotto-strutture.

La struttura della cupola in legno lamellare giace su 40 appoggi in cemento armato, alti 6,2 m. I coefficienti di pressione del vento sono stati determinati mediante l’esecuzione di test nella galleria del vento. I test nella galleria del vento sono stati condotti da Peutz bv Zoetermeer.

Le travi principali sono alte 113 cm, il loro spessore e la classe di resistenza variano in funzione dei carichi a cui sono sottoposte.

In collaborazione con l’Holzingenieurbüro Lüning, l’Università di Trento (Prof. Piazza), Kit Karlsruhe (Prof. Blaß) sono stati definiti i seguenti criteri di test:

– prove di trazione della connessione staffa di collegamento-trave;
– prove di compressione della connessione trave-tubo centrale;
– prove di flessione sul sistema monoasse trave-nodi acciaio con tre metodi: prova in quattro punti lato concavo e convesso, prova in tre punti lato convesso.

Come accaduto finora per strutture di questo tipo, è previsto il montaggio con la tecnica di avanzamento progressivo a sbalzo. I nodi di connessione alle opere in cemento armato sono pertanto progettati e dimensionati per sopportare i carichi derivanti dalla posa in opera. Questo tipo di montaggio viene eseguito dall’interno della cupola con l’ausilio di autogru o gru da cantiere e l’utilizzo di piattaforme aeree.

Una volta posizionate le travi sugli appositi appoggi sono state collegate per mezzo di viti a tutto filetto alle piastre di collegamento. Il sistema, così varato e liberato dal puntone di stabilizzazione, risulta incastrato sulla testa degli speroni in c.a. ed è in grado di mantenersi in equilibrio non richiedendo opere provvisionali.

1 commento

  1. Questo costituisce un ottimo esempio di collaborazione tra Architettura e Ingegneria per migliorare la qualità della vita degli uomini,almeno in theoria.

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