Casa Jasmina: la Prima Casa a Energia Intelligente by Arduino – Parte I

A Torino il primo esempio di domotica programmata in Arduino. Una casa smart per risparmiare energia e ridurre tutti i tipi di spreco.

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Lorenzo Rubino - CuE

Presentazione

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Lorenzo Rubino – CuE

Il 6 Giugno 2015 sono state aperte le porte di Casa Jasmina, un esempio unico al mondo di appartamento in connessione e con ideali open-source, promosso da Arduino e curato nel complesso dallo scrittore futurista Bruce Sterling. La casa in questione è ospitata da Toolbox Coworking in un ex edificio industriale a Torino. Lo spazio è, inoltre, condiviso con le Officine Arduino (quartiere centrale italiano di Arduino) e Fablab Torino. Questo è il primo dei tre articoli sull’argomento.

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Lorenzo Rubino – CuE

Casa Jasmina è uno spazio di confronto, un incubatore per concetti ed esempi innovativi, creato per il design e il business nel campo dell’Internet-of-Things (IoT). Questo nuovo spazio è stato aperto al pubblico per la prima volta con fornitura prodotta localmente, una selezione italiana di elettrodomestici da cucina, lavori da produttori internazionali Open Sources (OpenDesk, Jesse Howard, Aker, Open Structure) e una piccola vetrina di oggetti e artefatti in connessione tra loro. Assieme a progetti IoT, sono anche stati mostrati prodotti elettrici/elettronici domestici elaborati dal consorzio Energy@home e prototipi e produzioni dalla prima edizione di Casa Jasmina.

Nei prossimi mesi, Casa Jasmina ospiterà wokshop e talk. Questa “casa del futuro” non è pensata solo per tecnici ma anche per persone interessate a una quotidianità del futuro. Casa Jasmina sarà anche disponibile per AirBnB per weekend futuristici a Torino. L’apertura della stessa è coincisa con la seconda edizione del Torino Mini Maker Faire: una manifestazione che raccoglie i makers locali e ospiti stranieri per un momento di riflessione e dialogo sul movimento Maker (sono stati qui presentati più di 50 progetti innovativi).

Design

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Lorenzo Rubino – CuE

Il progetto OpenStructures da inizio a un sistema di costruzione in cui tutti progettano per tutti. L’esperimento in corso vuole capire cosa accade se le persone progettano oggetti grazie a una rete modulare condivisa. Uno standard aperto e comune che stimola lo scambio di parti, componenti, esperienze e idee e aspira a costruire le cose insieme. Il fine ultimo è dar vita a un puzzle universale e collaborativo che permette al più ampio numero di persone di progettare, costruire e scambiare il più ampio numero di componenti possibile, il tutto in un ambiente più flessibile e scalabile.

Un sistema modulare aperto di questo tipo ha la potenzialità di:

  • Generare strutture dinamiche e flessibili piuttosto che moduli uniformi
  • Introdurre il concetto di varietà e modularità contemporaneamente
  • Stimolare il riuso delle varie parti e componenti
  • Permettere un’innovazione collaborativa (nonché esponenziale) attraverso hardware specifici

Un altro esempio in campo del design è il Parametric Furniture Studio. Quest’ultimo studia la connessione tra design computerizzato avanzato e la produzione di componenti architettonici (qualsiasi essi siano). Processi propri del design assieme a modelli contemporanei di disegno digitale produttivo (esaminazione parametrica, design performativo, modellazione di solidi, fabbricazione in controllo numerico computerizzato e studio dei materiali) verranno utilizzati per generare un template complessivo per la produzione di oggetti.

Le contemporanee tecniche parametriche hanno facilitato il potenziale dell’utente, il quale è più coinvolto nel processo, facendo crollare la tradizionale dualità designer e artigiano. Lo studio analizza il processo completo dell’accessorio, dalla sua concezione alla sua realizzazione passando per la produzione di un prototipo.

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